Un disco d’oro vinto di recente ed una permanenza di oltre venti settimane nella classifiche di vendita di cd, due show-case in altrettante importanti discoteche di Roma e un nuovo singolo, “Farfallina” che, guardacaso, va a posarsi sotto l’albero di Natale. Tutto questo per introdurre i Ghost, band emergente della musica italiana e nostri “vicini di casa” perché vivono ad Ardea.Li incontriamo che sono ancora a un metro da terra per la gioia del disco d’oro e prima di tutto vogliamo sapere perché hanno scelto di chiamarsi “Ghost”.
Giriamo la domanda ad Alessandro Magistri che insieme al fratello Enrico formano l’ossatura centrale della band.
Perché dietro un termine che è sinonimo di astrazione, va a concretizzarsi un’esperienza artistica sempre diversa ma comunque condivisa con gli altri. Ghost non è solo una band, ghost è un marchio, ghost è un modo di fare musica sia essa pop, rock o funky, ghost è un progetto condiviso col pubblico e che il pubblico ha premiato acquistando più di 10.000 copie di un cd e presenziando agli spettacoli.
Prediligete esibirVi dal vivo; ritenete che l’aver scelto il genere rock-funky, non frequente nel panorama musicale italiano, sia stata una delle Vostre scelte vincenti?
Prima di tutto ci onora sentire parlare di nostre scelte vincenti; sarà il tempo a darcene conferma. Sicuramente abbiamo creduto in un modo di fare musica e lo abbiamo fatto col cuore e credo che se oggi ci siamo vuol dire che siamo arrivati al cuore della gente.
A questo punto è doveroso citare gli altri …fantasmi che vanno a completare la band.
Ed è un piacere per me spendere due parole su coloro che ormai da tanti anni ci affiancano e con i quali stiamo condividendo questo momento magico.
Alla batteria si alternano Gianluca Garsia e Luca Fareri; il primo ha indottrinato tutti i batteristi del litorale e tra questi proprio Luca Fareri suo miglior allievo. Al basso, che insieme alla batteria costituiscono il motore del gruppo abbiamo Andrea Scordia. A colorare il tutto la chitarra di Saverio Pietropaolo, funambolico artista di spessore e le voci delle nostre splendide coriste Diana e Ilaria.
Poi una squadra funziona se c’è un punto di raccordo e di riferimento e questo è mio fratello Enrico che oltre a comporre insieme a me ed a suonare le tastiere può essere definito “la mente”. Poi ci sono io, voce e sax che considero come un’estensione fisica.
Cosa è richiesto oggi ad un artista per avere successo nel non facile mondo della musica e quale è, secondo Voi, la formula perché il successo duri nel tempo?
Bella e non facile domanda e ti ringrazio per avermela posta. Al giorno d’oggi molti studiano e l’elettronica ha fatto passi da gigante. Ciò permette che tanti siano in grado, anche in tempi relativamente brevi di sfornare composizioni o di mettere in piedi una band. C’è un rischio, però, che è quello di perdere l’autenticità e quindi il pubblico, che non è sprovveduto, se ne accorge. E qui veniamo al discorso relativo a quegli artisti che durano solo l’arco di una stagione. Chi ci premia oggi è la stessa gente che da oltre dieci anni ci segue durante i concerti ed acquista i nostri CD. Io stesso se ascolto un artista dal vivo più di una volta, vuole dire che ho dato la mia certificazione al suo valore.
Cosa bolle in pentola?
Tante cose; sicuramente il nuovo CD in uscita il prossimo anno dove sarà contenuta una rivisitazione, in chiave Ghost, di un classico dei Beatles, “Come together”; è il nostro tributo ad una band, anzi alla band che ha fatto la storia della musica leggera.
Bravi e, sempre per il meglio!
Virginia Cerrone