| L'ARCHITETTURA: IL LIBERTY A VIAREGGIO |
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Il liberty fu un movimento stilistico che coinvolse il gusto di un'intera epoca: quella belle époque, che caratterizzò l'Europa fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Esso nacque proprio in ambito architettonico, grazie al belga Victor Horta. Lo stile era molto decorativo, e si basava su invenzioni stilistiche che non avevano più nulla in comune con gli stili del passato. Negando tutto quell'apparato decorativo di colonne, capitelli o murature medievali, il liberty si basava sulla linea «a colpo di frusta»
Dal Belgio, dove fu chiamato «Art Nouveau», questo nuovo stile si diffuse in tutta Europa, prendendo vari nomi, che ne sottolineavano in ogni caso il carattere di novità: «liberty», in Inghilterra; «jugendstil», in Germania; «secessione», in Austria; «modernismo» in Spagna. In Italia, prima che si affermasse l'attuale denominazione di liberty, fu chiamato stile «floreale», poiché le decorazioni erano realizzate soprattutto con motivi vegetali. |
Molte delle costruzioni stile Liberty di Viareggio si possono osservare nei due viali adiacenti la spiaggia e il mare: i vecchi Viareggini cominciarono a tracciare i due viali, l'uno per il transito delle carrozze e l'altro pedonale dai primi dell'ottocento. Man mano che il mare si era ritirato lasciando spazi sempre più ampi di battima. Ai tempi di Napoleone la sorella Paolina si era fatta edificare in Viareggio una villa il cui patio si apriva sulla spiaggia, davanti alla immensa distesa del mare. Più tardi, all'estendersi della costa, la villa ancora esistente si è trovata divisa dal mare da quella che fu chiamata piazza Shelley a ricordo del poeta inglese che fu trovato "straccato" dal mare in quel punto dopo aver subito il naufragio in una tempesta che lo aveva colto nei pressi di Lerici e Porto Venere: luoghi da lui tanto amati.
Con il ritirarsi progressivo del mare, a via della Costa si sostituisce via di Marina, fino ad arrivare agli attuali viali Manin e Margherita.
Gli operai dei cantieri navali, espertissimi nel lavorare il legno e nel piegarlo e forgiarlo a mo' di ricami e merletti costruirono in legno i locali della passeggiata, i café-chantant, gli stabilimenti balneari, le rotonde sorte sulle palafitte che si spingevano dentro il mare. L'effetto era di una strada del Far West.
Tutto venne distrutto nell'incendio del 1917 e purtroppo ricostruito quando oramai quel gusto che oggi sarebbe dai turisti ritenuto di eccezionale particolarità, era tramontato. Sui viali sorgono, ora in muratura, costruzioni in stile Liberty, decorate principalmentedal pittore Galileo Chini, che aveva portato uno stile esotico dai suoi viaggi in Indocina e che resta nelle cupole del locale Margherita, nelle facciate curvilinee dei magazzini Duilio al 48, nella facciata del Bagno Balena. Le sue piastrelle decorano molte facciate, come quelle dell'Hotel Liberty e dell'Hotel Excelsior, della Villa Argentina e del Villino Arrighi. Fregi di stile Liberty abbelliscono moltissime delle case nelle varie strade di Viareggio. Purtroppo gran parte di queste belle facciate, anziché essere restaurate, furono sostituite nel periodo del "razionale" stile fascista, la cui austerità imponeva scatoloni di scarso pregio e di anonima fattura.
Esempi di questi contrasti si osservano sul viale a mare se guardiamo l'edificio del Principe di Piemonte o del Grand Hotel Royal nella loro classicità e le linee moderne che negli anni sessanta sostituirono nell'Hotel Astor la precedente struttura Liberty fatta di terrazzini e torrette. Fortunatamente una volta presa coscienza di quanto abbiamo perduto abbracciando il moderno, si cerca oggi quanto più possiamo, laddove le nostre case abbiano bisogno di ristrutturazioni, di non perdere neppure uno dei particolari che possa mostrare la loro appartenenza al vecchio stile Liberty trionfante e ormai immune allo scempio delle epoche. |
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